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TERRITORIO | Introduzione

Pozzallo: lo scalo pilota

Il porto di Pozzallo, nato da un'ipotesi progettuale per la movimentazione di cinquecentomila tonnellate di merce all'anno, ha avuto dal 1991 un sviluppo progressivo, giungendo a movimentare nel 1998 circa 316.000 tonnellate. Le caratteristiche dimensionali del porto permettono di prevedere una potenzialità di traffico di gran lunga superiore all'attuale.
Da un punto di vista geografico i collegamenti marittimi con origine, destinazione nel porto di Pozzallo, rispetto agli altri porti della Sicilia, sono certamente sfavoriti in direzione delle aree tirreniche e liguri, mentre possono risultare competitivi verso l'Adriatico o la Spagna, e certamente interessanti per l'Est mediterraneo e per il Nord Africa. In particolare le rotte Est-Ovest del Mediterraneo, con fermate intermedie a Pozzallo, possono essere significative per lo sviluppo di nuovi flussi commerciali.
Se esistessero questi collegamenti, serviti in modo efficiente, si potrebbe creare una nuova domanda di trasporto. Infatti si potrebbero sviluppare nei Paesi a minor tasso di industrializzazione del bacino Mediterraneo quei processi industriali di massa, con indubbi vantaggi anche politici, dal momento che contribuirebbero a ridurre il fenomeno di trasferimento di emarginati extracomunitari in cerca di lavoro nel nostro Paese.
Questa strategia è possibile soltanto se si offre un sistema di trasporto navale estremamente efficiente ed innovativo, in grado di realizzare il rifornimento delle industrie di assemblaggio col criterio del just-in time, cioè con deflussi di merce in entrata ed uscita nelle ventiquattro ore. L'area industriale di Pozzallo e la realizzazione di un sistema efficiente di trasporto navale opportunamente disegnato, legato al suo porto, potrebbero svolgere un ruolo significativo in tal senso.
Le navi innovative proposte consentono, inoltre, di superare la marginalità geografica del porto di Pozzallo anche rispetto alle direttrici tirrenica ed adriatica. Permettono, inoltre di sviluppare una rete di collegamenti nella direttrice Est-Ovest e verso l'Africa del Nord, rispetto a cui il porto di Pozzallo detiene una posizione baricentrica. L'elevata capacità di trasporto e l'automazione di stiva e di terra della movimentazione di carico e scarico consentono, infine, di ridurre i costi, rendendo il servizio competitivo rispetto all'offerta attuale. Il porto di Pozzallo, sia per le banchine sia per le infrastrutture a terra di cui è dotato, può essere utilizzato quale terminal per i servizi connessi con le navi innovative di cui si è detto. Il porto, infatti, è ubicato nella estrema punta Sud della Sicilia, più vicino a Capo Passero che a Gela. È costituito da una diga foranea di 1.645 metri, in gran parte banchinata, da una diga di collegamento tra questa e la terraferma lunga 810 metri, da un molo sottoflutto delimitante lo specchio acqueo interno di 470 metri, da una banchina di riva di 340 metri, da una banchina di raccordo dello sviluppo di 80 metri, da un piazzale foraneo ed uno di riva con annessi fabbricati di servizio ed infine da un porticciolo turistico-peschereccio ubicato a ridosso della radice del molo di sottoflutto. Il porto, che presenta fondali da 7 a 11 metri è dotato di un ampio piazzale a terra, di pertinenza del Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Ragusa, di circa 10 ettari, alle spalle della banchina di riva, destinato alla movimentazione ed allo stoccaggio delle merci, ben collegato, con un'apposita bretella, alla tangenziale per la zona industriale di Ragusa. Considerato, inoltre, che le navi attualmente in esercizio nel bacino del Mediterraneo, con velocità di crociera di circa 20 nodi e capacità di carico di 1.500 metri, non rispondono ai requisiti per ottenere bassi costi di trasporto delle merci, né consentono a causa della bassa velocità di eliminare la marginalità geografica del porto, si propone l'introduzione di navi RO-RO merci di nuova concezione, con velocità di almeno 30 nodi, capacità di carico di circa 3.000 metri e tempi di sosta in banchina di circa due ore, in virtù di nuovi sistemi automatizzati di movimentazione delle merci.
Gli armatori, pur essendo consapevoli delle potenzialità di un tale tipo di naviglio, sono dissuasi da qualunque iniziativa volta alla sua realizzazione, dati i rischi ed i costi connessi con il lancio di nuove tecnologie e l'apertura di nuove rotte. Infatti il costo di costruzione delle navi e di realizzazione delle infrastrutture di supporto a terra è rilevante (120/150 miliardi), i tempi di avviamento abbastanza lunghi per far diventare reale la domanda potenziale o svilupparne di nuova sulle rotte per l'Italia, la Spagna, la Grecia, Israele e il Nord Africa.
Per lanciare queste nuove tecnologie è necessario, pertanto, mettere a punto forme innovative di sostegno pubblico da parte degli enti preposti che divengono in tal modo "generatori di domanda", nel rispetto dei vincoli imposti dalla Unione europea e nell'ottica di un ruolo attivo dell'Ente che tiene conto sia dei limiti economici della finanza pubblica, evitando dispendiose erogazioni di contributi a fondo perduto, sia della redditività del finanziamento concesso.
L'Asi di Ragusa potrebbe divenire l'ente promotore dell'iniziativa, nell'ambito delle sue prerogative istituzionali.
In tale ottica, operativamente, la stessa Asi potrebbe acquistare a priori una certa capacità di carico per ogni nave da porre in esercizio, ad un prezzo forfettario estremamente ridotto rispetto ai prezzi attuali, ma di entità tale da assicurare la copertura dei costi finanziari (ammortamento ed interessi) della linea agli armatori.
Il Consorzio, al fine di recuperare in tutto o in parte il finanziamento concesso, potrebbe successivamente offrire le capacità di carico acquistate, sotto forma di incentivi, a quelle imprese che si impegnano a collocare le proprie infrastrutture nell'area di pertinenza dell'Asi nonché a quelle già presenti che si impegnano all'ampliamento dei propri stabilimenti.
L'armatore, da parte sua, in tale contesto, opera in regime di sicurezza finanziaria avendo già recuperato i costi e disponendo ancora di una quota consistente di capacità di carico (2/3) che può offrire con tariffe estremamente competitive.

La storia del porto

L'esigenza di realizzare una nuova infrastruttura portuale a Pozzallo trae origine da una indagine, eseguita nel 1974, in merito alle previsioni ed alle aspettative degli operatori economici della zona e da uno studio parallelo sulla tendenza all'impiego dei vettori marittimi per la movimentazione delle merci da e per le industrie locali. Lo studio aveva evidenziato un traffico potenziale via mare nella zona di Pozzallo di circa 500 mila tonnellate all'anno per gli anni '90, di cui 300 mila tonnellate in colli e la parte rimanente in sacchi.
Il porto sorge nella parte meridionale della Sicilia orientale, a solo cinquanta miglia marine dall'isola di Malta, quindi nel cuore del Mediterraneo, al centro delle principali rotte tra lo stretto di Gibilterra ed i Paesi del nord Africa e del Medio Oriente. Nel 1979 il Consorzio per l'Area di sviluppo industriale di Ragusa commissionò la progettazione della nuova infrastruttura portuale in grado di movimentare traffici programmati. Veniva così indicata una soluzione a porto-isola che utilizzasse, come collegamento a terra, il pontile esistente ad ovest della città, completando una infrastruttura portuale avviata negli anni 60 per la movimentazione di carichi liquidi (petroliferi) ed interrotta nel 1966 per le note vicende internazionali che avevano modificato le tendenze evolutive di questi traffici.
Il progetto di massima del nuovo porto venne ultimato nel 1979 ed ottenne il parere favorevole dell'Ufficio del Genio civile opere marittime di Palermo, in merito al rispetto del vigente Piano regolatore, pur con l'introduzione di talune modifiche tecniche necessarie per la movimentazione dei carichi secchi in luogo dei liquidi originariamente previsti.
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, nel settembre 1980, esprimeva parere favorevole sul progetto esecutivo, con alcuni suggerimenti e prescrizioni di cui si tenne conto nella progettazione definitiva.
Il primo lotto di lavori fu finanziato nell'ambito degli interventi del Progetto speciale n. 2 Sicilia Sud-Orientale della Cassa per il Mezzogiorno; il secondo lotto dei lavori e il terzo (di completamento generale), con le modifiche e le integrazioni dettate dalle nuove esigenze funzionali emerse successivamente, sono stati ammessi a finanziamento Fio 84/85 con deliberazione Cipe del 22 febbraio 1984.

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