Quello
che proponiamo è uno tra gli itinerari turistici più suggestivi
d'Italia, l'itinerario Barocco in provincia di Ragusa.
La partenza è da Ragusa.
I primi segni del Barocco, movimento artistico che va dal 1600 al 1750,
caratterizzato da una architettura complessa nelle forme e nella volumetria
degli edifici, dalla ricchezza decorativa delle facciate, dagli stucchi
e intarsi, li troviamo nella parte vecchia della città, la cosiddetta
Ragusa Ibla, fondata sulle rovine della celebre Hibla Heraia.
L'assetto urbanistico di Ibla rimane collegato a quello tipico del medioevo,
mentre l'architettura degli edifici è decisamente settecentesca,
in quanto l'antico nucleo abitato è stato completamente distrutto
dal terremoto del 1693.
Ad Ibla si arriva da Ragusa alta, scendendo i caratteristici 242 gradini.
Ma prima di scendere ad Ibla, è indispensabile una visita al
Museo Archeologico Ibleo ed alla Cattedrale di San Giovanni con il suo
prospetto a tre portali.
Giunti nella vecchia Ibla, poco lontano dai mascheroni dei sontuosi
balconi di Palazzo La Rocca, si incontra la Basilica di San Giorgio,
opera di Rosario Gagliardi.
Si prosegue in direzione Nord-Ovest, verso Comiso, cittadina settecentesca
ricca di testimonianze greco-siracusane, romane e medioevali. Anche
qui il Barocco è ovunque: nella piazza principale, con il bel
Palazzo Comunale e il Palazzo Iacono-Ciarcià, anche questo attribuito
al Gagliardi, e, più avanti, nella Chiesa dell'Annunziata, con
la sua maestosa cupola celeste. Non sono certamente da meno l'elegante
Palazzo Occhipinti, la Chiesa Matrice e la Chiesa di San Biagio, abbellita
da opere di artisti locali.
L'itinerario
prosegue verso il mare per giungere a Modica.
Modica, composta di due quartieri - Città alta e Città
bassa - è posta in una pittoresca posizione. Fino a metà
del secolo scorso, appariva una città particolare che qualcuno
paragonò
a
Venezia: posta nella vallata dove confluivano due torrenti, per superare
il corso d' acqua che l' attraversava era ricca di ponti e ponticelli
che univano le zone della parte bassa. Poi quei torrenti furono coperti
e nacque una grande strada che unificò la cittadina, scenograficamente
barocca. E questo intenso sapore di barocco e di ricchezza Modica offre
anche oggi, regalando al turista che arriva splendidi panorami, tesori
d'arte che trovano la loro maggiore espressione nelle chiese, in fastosi
palazzi e adornatissimi portali. Spiccano, tra tutti, la chiesa di San
Pietro con sculture di scuola gaginesca, la solenne Chiesa di San Giorgio
( settecentesca) in scenografica posizione e la chiesa di Santa Maria
di Gesù con chiostro del XVIII secolo. Notevoli ancora sono la
Chiesa di Santa Maria di Betleem del XIII secolo e quella di San Domenico.
Proseguendo
verso il mare si incontra Scicli. Qui si possono ammirare la stupenda
e armoniosa fronte concavo-convessa di San Giovanni, le sculture di
Palazzo Spadaro, gli stucchi ed i cori della Chiesa di San Michele e
le sculture della Chiesa di Santa Teresa.
Ultima tappa nella provincia ragusana è Ispica.
Anche
qui dopo il terremoto del 1693 il Barocco ha regalato altre meravigliose
opere. La Chiesa di San Bartolomeo e poco distante la Chiesa di Santa
Maria Maggiore, con la stupenda volta interna affrescata da Olivio di
Sozzie.
Passando in provincia di Siracusa ci si trova subito a Noto, dove si
conclude questo itinerario.
Noto è una città completamente ricostruita, dopo il terremoto
del 1693, su canoni architettonici prettamente settecenteschi. Sembra
attendere il visitatore, alle pendici dei monti Iblei, dipinta di colore
giallo-oro, colore datogli dalle pietre locali scelte dagli architetti
che, agli inizi del '700, la ricostruirono.
Segni distintivi di un Barocco ricco di effetti suggestivi sono: piazza
del Municipio, il Duomo e i Palazzi Municipale e Vescovile, che delimitano
una corte scandita da una doppio ordine di colonne, da due campanili,
da un portale a riquadri bronzei e da un elegantissimo portico. Sono
inoltre da citare: piazza dell'Immacolata, con la monumentale scala
d'accesso alla settecentesca Chiesa di San Francesco, e la facciata
orientale del convento di San Salvatore.